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Il racconto di Fratel Mauro Cecchinato, missionario a Manila (Filippine), ci racconta del progetto di solidarietà La Farmacia del Buon Samaritano per sostenere quelle famiglie che in difficoltà economica non possono permettersi l’acquisto dei farmaci necessari per le cure mediche.

La povertà nelle Filippine è un altro fattore che va letto con una chiave diversa rispetto a quella usata in occidente. Qui è considerato povero chi non mangia tre volte al giorno e non ha un tetto sulla testa, seppur sia in una baracca. Fortunatamente vi è uno spiccato senso di solidarietà nella gente comune ed un piatto di cibo non viene negato mai a nessuno.
Varie sono le forme di povertà che interessano alcuni abitanti delle zone povere di Manila, una di queste è la non capacità di potersi procurare le cure necessarie quando ci si trova ad essere malati. Vai in ospedale, devi pagare. Ti prescrivono degli esami, devi pagare. Ti prescrivono delle medicine, devi pagare. Qualcuno mi dirà: beh anche in Italia ti paghi il ticket degli esami o sui farmaci. Questo è vero, ma nelle Filippine la salute ha un costo esagerato e se non hai soldi devi solo sperare che qualcuno risponda al tuo bisogno, ma non è sempre così facile trovare un aiuto. Molte persone faticano ad arrivare a fine mese, a procurarsi quotidianamente del cibo, figuriamoci se rimane qualcosa per far fronte ad un ricovero, per eseguire degli esami del sangue o per una terapia farmacologica.

Alcune tristi vicende ci hanno spinti a creare “la Farmacia del Buon Samaritano”, un fondo di denaro destinato a far fronte ai problemi sanitari di alcune persone povere. Abbiamo una piccola clinica che prende in carico settimanalmente una quarantina di persone malate, un medico volontario offre il suo tempo gratuitamente una volta la settimana. Nella clinica dispensiamo farmaci solo per bambini e neonati. Vorremmo con questo fondo aiutare e sostenere le persone adulte e anziane che si trovano in situazione precaria di salute.

Qualche mese fa avevo inviato la storia di Emy, una giovane donna di 34 anni morta di tubercolosi, lasciando nella baracca i tre figli di 3, 6 e 9 anni. La storia ha fatto eco ed è partita una sensibilizzazione e raccolta di fondi in Germania. Credo doveroso qui ringraziare la nostra Procura Guanelliana in Germania capitanata dal nostro Cooperatore Gero Lombardo e dalla moglie Inge. Gli stessi si sono attivati per aiutarci a costituire il fondo. Grazie a loro abbiamo ricevuto la generosità di persone e gruppi come ad esempio:
• L’Arciconfraternita di San Giuseppe.
• Suor Bernita e le consorelle Sr. Gertraud ed Emanuela del Monastero di Münstertal.
• La minuscola comunità italiana di Friolzheim.
• Gli Amici Dr. Torsten Grubert e Dr. Boris Tomic.

Questo é uno dei tanti micro progetti che hanno un’importanza rilevante per i poveri che abitano il nostro quartiere.
Siamo certi che la Provvidenza non mancherà di rivolgere il suo sguardo a coloro che – come dice la preghiera a don Guanella – “vivono nella miseria e nell’abbandono”.