Il progetto Pure Water, finalizzato all’inserimento sociale e lavorativo di giovani disabili con la produzione e distribuzione dell’acqua potabile in sacchetti, si sta concretamente realizzando.

Gli scavi e la realizzazione del pozzo sono terminati e la struttura è quasi pronta.

E’ stata terminata l’opera di muratura dello stabile e si sta procedendo all’installazione di porte, finestre e impianto idraulico ed elettrico che anch’essi termineranno a breve.

Sono stati acquistati i macchinari ( filtri,generatore,macchina per il confezionamento e macchina ad ultravioletti per la sterilizzazione dell’acqua ) e al termine dei lavori saranno pronti per essere installati e poter così dare vita al progetto.

Grazie alla realizzazione di questo progetto, i villaggi vicini al centro di Monyia potranno finalmente avere accesso a ciò che per noi è ormai diventato quotidiano e che qui purtroppo ancora non lo è, l’acqua potabile.

La possibilità di garantire la fornitura di acqua potabile ai villaggi, oltre che garantire una nuova occupazione lavorativa ai nostri ragazzi disabili molto utile alla collettività, sarà anche un ottimo espediente per combattere tutte quelle malattie derivanti dal bere acqua malsana e che ad oggi qui mietono ancora molte vittime, diverse delle quali bambini ancora molto piccoli.

Il progetto Pure Water non è nato soltanto per dare una possibilità sociale e lavorativa ai nostri ragazzi disabili, ma è nato anche con l’intento di diventare un punto di aggregazione per i giovani dei villaggi vicini in quanto, adiacente alla fabbrica, è già stato realizzato uno spiano nel quale verrà a breve realizzato un campo da gioco.

Punto di aggregazione in quanto al momento nelle vicinanze non vi sono strutture che permettano ai ragazzi di passare del tempo in modo costruttivo.

I giovani normalmente lavorano alcune ore della mattina nei campi e il resto della giornata non sanno come occupare il tempo in quanto la scuola è molto distante e le famiglie stesse non incoraggiano i propri figli ad andare a scuola e una volta terminate le attività lavorative utili per il fabbisogno della famiglia, non hanno più nulla da fare.

Avere un’area gioco a disposizione può essere inoltre anche il pretesto di utilizzare il momento del gioco come momento, oltre che di aggregazione e quindi di condivisione,anche come momento di istruzione.

La fabbrica dell’acqua inoltre sorge a pochi metri dal nostro centro e questo potrebbe essere a mio giudizio anche un modo per poter permettere l’aggregazione tra i giovani dei villaggi e i nostri ragazzi disabili.

Questo è un paese dove il disabile vive ancora affrontando giornalmente dure prove perché, oltre alle limitazioni date dalla propria condizione psicofisica e la mancanza di strutture a loro sostegno, è ancora visto come un peso per la famiglia e in questo caso anche per il villaggio,  visto che in molti casi quest’ultimi sono composti da piccoli nuclei famigliari ognuno dei quali deve contribuire alla vita sociale.

Creare quindi un centro dove i ragazzi disabili e non possano condividere del tempo insieme può essere, a nostro giudizio, un primo passo per aiutare ad accettare la disabilità come normalità di vita ed inoltre, far vedere alle persone che anche un disabile può essere utile attraverso attività lavorative che lo vedano impegnato a fornire un servizio indispensabile per la collettività, è un buon modo per far capire che essere disabile non vuol dire necessariamente essere inutile.

PER SOSTENERE IL PROGETTO SCRIVI NELLA CAUSALE:

PROGETTO PURE WATER